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Expo 2015: è tempo di bilanci

  • Immagine del redattore: Dr.ssa Silvia Soligon
    Dr.ssa Silvia Soligon
  • 17 nov 2015
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 24 mar 2018

Fra i tanti delusi, io spezzo una lancia per Expo 2015. Forse perché non avevo aspettative molto alte?

Ok, inutile che stia qui a farla troppo lunga: Expo 2015 è finita, e a me è piaciuta. Con i suoi sì e i suoi no, per me si chiude con un segno positivo.

Potrei finirla qui, ma mi ero ripromessa di scrivere questo post nel momento in cui fosse giunto il momento dei bilanci, e a 17 giorni da quando i tornelli degli ingressi dell'area espositiva di Rho hanno smesso di girare mi si è presentata l'occasione di farlo. Oggi, infatti, su BenessereBlog ho scritto di Expo per la prima volta dopo le sue battute finali.

Nella mia testa non pensavo però a un post di bilanci. Piuttosto avrei voluto parlare di tutto ciò che ha girato attorno all'Expo. Degli eventi fuorifiera, insomma, di quelli cui non ho potuto partecipare perché, mannaggia, nella maggior parte dei casi sono stati organizzati a Milano. E io a Milano non c'ero.

Devo dire che negli ultimi 6 mesi ho rosicato parecchio per questa mia assenza, perché alcuni di questi eventi erano piuttosto intriganti. Una domenica di settembre, però, ho trovato la mia occasione per godermene almeno uno: ai mercati di Traiano - sì sì! Proprio qui a Roma! - c'era un evento collaterale all'Expo; una mostra, per la precisione, dal titolo decisamente intrigante: "L'eleganza del cibo - Tales about food & fashion".

E qui, finalmente, potete capire il perché dell'immagine che apre questo mio post. E anche di quelle che seguiranno. Perché colta l'occasione trovata, una volta all'interno della suggestiva cornice dei mercati ho pensato di scattare qualche fotografia per poi scrivere questo post.


La mostra, devo dirlo, mi ha lasciata inizialmente un po' perplessa, sia perché non mi aspettavo quell'installazione delocalizzata, fra un reperto storico e l'altro, sia perché - lo ammetto - non avevo approfondito molto di cosa si trattasse e non avevo immaginato che mi sarei trovata davanti a vestiti e accessori decorati a tema cibo. Poi ci ho preso gusto (d'altra parte di cibo di trattava), un gusto che è giunto all'apice della golosità quando ho visto questo:


Nome di battesimo: "Bread Dress", del clan di Gattinoni. Si tratta infatti di un capo della collezione primavera-estate 2015 di Gattinoni Couture. Che, a giudicare dall'entusiasmo che ha scatenato in me, si aggiunge agli indizi scientifici secondo cui i carboidrati creerebbero dipendenza.

Non mi ritengo affatto un'esperta di fashion, quindi non mi cimenterò in giudizi sulla qualità delle creazioni che ho visto. Vi dico solo che c'era di tutto, dai foulard ai vestiti, dalle scarpe alle borse, e anche cappelli e bijoux. E che i nomi sulle etichette erano di tutto rispetto (Moschino vi dice nulla?). E che quest'idea, alla fine, mi ha divertita.

Magari riesco a strappare qualche sorriso anche a voi con questo bel cappello (sì, avete letto bene: cappello) e queste scarpe di pesce:


Vi lascio qui sotto qualche altra immagine. Sfogliatele pure con calma!

Se invece vi andasse di leggere il pezzo che mi ha dato - finalmente! - l'occasione di scrivere questo post potete trovarlo qui:

















PS: Del fatto che i carboidrati possano creare dipendenza ho parlato diverso tempo fa su Salute24. Potete leggermi qui:

... E se qualcuno nutriva dubbi sull'eleganza del cibo, spero di averglieli fatti svanire... Credit immagini @ si.sol.


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